Il pedagogista clinico

La scienza pedagogica studia l’uomo, il suo sviluppo, il sostegno al suo sviluppo.

La pedagogia individua il proprio campo di competenza, per quanto riguarda i processi della formazione umana, anche in ambiti disciplinari affini. Da tali due fonti di scientificità derivano alla pedagogia clinica una fisionomia autentica come scienza della formazione umana.

La pedagogia clinica formula una diagnosi evolutiva ed una diagnosi educativa, che derivano da studi sui processi di sviluppo e di educazione.

La pedagogia è scienza empirico-ermeneutica, orientata principalmente in senso clinico (empirico, individuale, ecologico), sintetica di studi trans-disciplinari, utile a tutti gli operatori sociali e culturali. La natura empirica è conferita alla pedagogia dal suo allacciarsi alla formazione umana. La ricerca pedagogica infatti indaga sui processi formativi (evolutivi ed educativi) con atteggiamento analitico, sulle dimensioni corporea, psicologica ed operativa della personalità, e sulle funzioni che vi si manifestano.

La pedagogia lavora sullo sviluppo corporeo/biologico, motorio e psicomotorio, emotivo ed affettivo, percettivo ed intellettivo, linguistico e sociale. A tale scopo, diversamente dalla psicologia, che prioritariamente tende a rendere un quadro clinico ma istantaneo e centrato sulle sole funzioni delle aree psicologiche (emotività, affettività, percezione, intellettività, linguaggio, socialità), la pedagogia privilegia un approccio diacronico,relativo ai mutamenti, all’andamento evolutivo del caso, nella sua ecologica interezza. Esso è poi combinato con l’analisi della stato attuale, con l’approccio sincronico, realizzando una conoscenza integrata ed ecologica dello stato evolutivo di ciascun individuo (quadro clinico, diacronico + sincronico).

Il termine clinico indica i caratteri di individualità ed empiricità. Quei professionisti con cultura teorica e abilità tecnologiche sono in grado di adeguare la loro prestazione alla singola situazione che viene loro prospettata. L’individualità scaturisce dal carattere empirico, nel senso di percepito, osservato, studiato, diagnosticato, progettato personalmente e direttamente dall’operatore. L’atteggiamento clinico è proprio del medico e delle altre figure professionali e specialiste che si occupano dell’individuo e delle sue condizioni vitali.


La professione di Pedagogista comprende l’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione – riabilitazione e di sostegno in ambito pedagogico ed educativo rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alla comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione ricerca e didattica in tale ambito.

Può definirsi Pedagogista solo chi:

  • ha conseguito la laurea in Pedagogia
  • ha conseguito la laurea in Scienze dell'Educazione v.o.
  • ha conseguito la laurea specialistica classi 56 - 65 - 87
  • ha conseguito la laurea magistrale classi 50 - 57 - 85  - 93

I pedagogisti svolgono le seguenti funzioni professionali nei seguenti ambiti:
1. socio-sanitario;
2. scolastico;
3. formazione, reclutamento, orientamento delle risorse umane;
4. giuridico (Pedagogia giuridica: affido, adozione, mediazione, consulenza giudiziaria, CTU, ecc.);
5. sportivo;
6. ricreativo, tempo libero, culturale;
7. servizi all’infanzia;
8. servizi alla terza età;
9. editoriali;
10. enti locali;
11. libero professionale;
In particolare, in ambito sanitario, il pedagogista esplita le seguenti funzioni:
1. diagnosi pedagogica, trattamento e sostegno ai disturbi dello sviluppo;
2. diagnosi pedagogica, trattamento e sostegno ai disturbi dell’apprendimento (dislessia, disgrafia, discalculia, ecc.);
3. diagnosi pedagogica, trattamento e sostegno alle condizioni di
disagio, marginalità, devianza, dipendenza, ecc.;
4. diagnosi funzionale, trattamento e sostegno a patologie di tipo
psichico/mentale;
5. diagnosi pedagogica, trattamento e sostegno ai disturbi del
linguaggio (afasia, disfasia, disturbi altri);
6. diagnosi pedagogica, trattamento e sostegno ai disturbi della
motricità e della sensorialità (disprassie, dislateralità)
7. ritardi psicomotori e motori, ecc.;
8. diagnosi funzionale, trattamento e sostegno nei casi di disabilità
e/o handicap, riabilitazione, terapie
9. riabilitative, ecc.
10. mediazione familiare e scolastica in presenza di disabilità ed handicap;
11. monitoraggio lavorativo in presenza di disabilità ed handicap;
12. ecc.
Si rappresenta che l’operatore specialista in ambito pedagogico partecipa in modo significativo alla redazione della diagnosi funzionale, alla progettazione di interventi ed all’azione diretta di aiuti, educazione, terapia, coordinamento e sostegno nei modi e nelle
arti scientificamente accreditati.

Del resto, la professione del Pedagogista è stata censita dal CNEL nell’Area socio-sanitaria già nel 1994.

Chiunque non possegga i titoli accademici su menzionati e si definisce pubblicamente, anche attraverso mezzi pubblicitari, "pedagogista" compie un reato ed è pertanto perseguibile dalla legge per abuso di titolo accademico e per pubblicità ingannevole.

Ai sensi dell'Art. 8 del nostro Statuto il Consiglio Nazionale della P.ED.I.AS. vigila sulla tutela del titolo professionale di pedagogista e di educatore e svolgerà tutte le attività dirette ad impedire l'esercizio abusivo del titolo accademico.


Per chi richieda interventi pedagogici ed educativi è fondamentale affidarsi ad un professionista iscritto ad un' Associazione Professionale e certificato dalla stessa in quanto in forza a tale iscrizione è soggetto all'osservanza di un preciso Codice Deontologico a possedere un'assicurazione sulla responsabilità civile e all'aggiornamento professionale permanente, il tutto a garanzia dell'utente e della correttezza professionale della prestazione.

Nello stesso ambito sanitario, il Pedagogista è equiparato allo Psicologo, come da Sentenza del Consiglio di Stato che si trascrive:
Consiglio di Stato sez. V, 13 luglio 1994, n. 763. Le posizioni funzionali di pedagogista, psicopedagogista e simili, sono equiparate al profilo professionale dello psicologo di cui all’ert. 2 del D.P.R. 20 dicembre 1979 n. 761 ove i dipendenti che le rivestono siano in possesso del diploma di laurea. In tal caso, pertanto, l’inquadramento nei nominativi del personale non di ruolo deve essere effettuato ex art. 3 Legge 20 maggio 1985 n. 207 nel profilo professionale di psicologo collaboratore.

In Italia il "pedagogista clinico" è un professionista regolamentato dalla Legge 14.01.2013 n° 4. Spesso ha seguito dei corsi privati in seguito alla laurea magistrale in pedagogia, o equipollenti.

Il pedagogista clinico ha frequentato una specializzazione per complessive 1.500 ore. La specializzazione è articolato in 380 ore certificate di didattica teorica, clinica ed esperienziale, 680 ore di studio individuale mediante bibliografia, testi e dispense, 50 ore di supervisione, 50 ore di colloquio individuale e verifica con Didatti e Docenti, 140 ore per l’elaborazione finale della tesi, 200 ore in strutture pubbliche e private per lo svolgimento del tirocinio secondo gli standard formativi della associazioni professionali di categoria accreditate, come la PEDIAS (a cui sono iscritta).

Il pedagogista clinico stimola la persona ad avvertire in sé autonomamente le contraddizioni, la consapevolezza delle motivazioni che determinano le scelte, a maturare , raggiungere nuovi equilibri, innalzare l’edificio della propria personalità e promuovere lo sviluppo di abilità. Non ci sono esercizi, precetti, ricette preconfezionate.
Partendo dalla comprensione del disagio il pedagogista clinico lavora sulle POTENZIALITÀ di ognuno. Il metodo di lavoro è fatto di molte e varie tecniche attive e partecipative, nella convinzione che l’empatia possa essere un aiuto allo star bene del soggetto. La persona che si sente capita, rispettata e amata cammina più speditamente verso la soluzione delle proprie difficoltà e la propria realizzazione personale e sociale. Non sottovalutiamo l’importanza di partire dalle risorse della persona. Spesso gli interventi riabilitativi muovono da disagio. Insistono sulla
difficoltà. La pedagogia clinica ci insegna a promuovere dapprima l’autostima, il senso del piacere, del “fare”, con-tatto. Se non c’è una buona motivazione, se la persona non si sente valorizzata, come pensiamo di poter intervenire nel suo disagio e nella sua difficoltà?
Tutto concorre a promuovere questo stato di benessere, anche l’ambiente circostante.
Ben curato, caldo e accogliente, con tappeti, cuscini, essenze profumate, musiche gradevoli alla persona, personalizzato in ogni sua forma. Non c’è nulla di medicalizzato nello studio del pedagogista clinico che possa richiamare “il dolore”, “la malattia”, “il disagio”. Si tratta invece di un luogo di incontro, il luogo del benessere.

QUAL’E’ LA DIFFERENZA TRA PEDAGOGISTA CLINICO E PSICOLOGO e LOGOPEDISTA?
Le professionalità hanno iter di studio differenti e possono scegliere ambiti differenti d’intervento.
La cosa che accomuna i tre professionisti è il lavoro con la persona, alla ricerca di un suo benessere ed equilibrio. Per questo motivo possono collaborare attivamente per creare un intervento che sostengo diverse aree ed aspetti della vita di una persona.
Il Pedagogista Clinico lavora soprattutto attraverso tecniche e metodologie pratiche, rendendo così la persona protagonista del proprio cambiamento; si parte dalla situazione qui ed ora; vengono offerte strategie di intervento immediate e sperimentabili anche durante le proprie giornate.
Gli aspetti maggiormente coinvolti nel percorso pedagogista clinico sono le emozioni e la motivazione personale, motori del cambiamento. Si cerca inoltre il coinvolgimento attivo delle persone che circondano il singolo, come i familiari ed i docenti, per creare un lavoro sinergico.
Non occorre al Pedagogista Clinico la definizione di una diagnosi psicologica o logopedica per iniziare il percorso, ma quest’ultimo inizia già dal primo incontro di conoscenza, senza necessità di definire o “etichettare” una persona, dando un nome alle sue difficoltà. Si lavora soprattutto sulle potenzialità, utili fonti per compensare incertezze e problematiche sorte nella quotidianità.